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venerdì 20 luglio 2007

BOTERO IN MOSTRA A MILANO

Fino al 9 Settembre 2007 sarà possibile ammirare le opere del grande pittore e scultore colombiano Fernando Botero alla mostra allestita presso il Palazzo Reale di Milano.Le opere esposte sono circa 150, le ultime realizzate e proprio per questo del tutto inedite per la città meneghina.La mostra è organizzata secondo un ordine tematico e suddivisa in tre sezioni:la prima, composta da circa 40 opere, ha come tema principale l'ARTE CIRCENSE, scelto perchè "è un universo variopinto...un caleidoscopio di colori, dal quale emergono la gioia e la malinconia racchiuse nello spettacolo stesso del circo" dice l'artista.La seconda è costituita dalle OPERE RECENTI, circa 70, che rappresentano completamente l'universo poetico dell'artista. I dipinti hanno come elemento caratterizzante la figura umana singola, ma un occhio particolare è rivolto alla donna, sono di più le immagini femminili che quelle maschili.Infine la terza sezione,circa 40 opere,dal titolo Abu Ghraib, forse la parte più sorprendente per un artista famoso per la "solarità" delle sue opere; i dipinti riguardano il carcere iracheno, tristemente noto per le torture ai prigionieri di guerra.In questi quadri si ritraevano le immagini che hanno fatto il giro del mondo, il colore prevalente è il rosso del sangue, gli occhi sono coperti da bende, i corpi nudi e legati.In questa esposizione è possibile fare un percorso intenso e sfaccettato...divertente e emozionante nello stesso tempo.

giovedì 14 giugno 2007

I profumi di Afrodite e il segreto dell’olio

Ai Musei Capitolini di Roma fino al 2 settembre 2007 la mostra archeologica intitolata a “I profumi di Afrodite e il segreto dell'olio. Scoperte archeologiche a Cipro".Quasi 60 reperti provengono dal sito archeologico di Pyrgos nell’isola di Cipro.Tutti gli elementi che costituiscono la mostra guidano il visitatore attraverso l’affascinante scoperta, emersa a Pyrgos, dei resti di un impianto industriale costituito da un vasto edificio di almeno 4.000 metri quadri che risale all’inizio del II millennio a.C.La scoperta ha dimostrato, per la prima volta, che nell’estremo bacino orientale del Mediterraneo l’olio d’oliva non veniva prodotto a soli scopi alimentari ma anche come base per la produzione di antichi profumi.Anfore, imbuti, brocche, pissidi, incensieri, bracieri, miscelatori e mortai – di cui 12 vetri, 5 alabastra e altri manufatti in ceramica e pietra – sono gli oggetti, provenienti dallo scavo archeologico di Pyrgos e dal Museo distrettuale di Limassol, che costituiranno il cuore della mostra. Tra gli oggetti di impiego tecnologico ci sono gli imbuti in terracotta, i più antichi finora mai rinvenuti, pressoché identici a quelli usati oggi.Ma vi sono anche vasi di particolare bellezza come l’anfora con due idoli al posto delle anse, la brocca cosiddetta dei “serpenti”.Concludono la mostra alcuni oggetti moderni, utilizzati ancora oggi a Cipro per la produzione di essenze destinate ad uso domestico o liturgico: alambicchi per l’estrazione dei profumi di limone, arancio amaro e rosa. Lungo il percorso espositivo si potranno poi annusare le fragranze di 4 dei profumi preistorici rinvenuti nelle bottiglie portaprofumi di Pyrgos, ricreati dal Centro di Archeologia.“I profumi di Afrodite e il segreto dell’olio. Scoperte archeologiche a Cipro” è una mostra che “strizza l’occhio” al costume e alla moda.Assolutamente da visitare e...annusare.

venerdì 4 maggio 2007

Albrecht Dürer Incisore a Firenze

Presso il Gabinetto Disegni e Stampe degli Uffizi avrà luogo, fino al 10 giugno 2007 una mostra dedicata ad Albrecht Dürer incisore e alla sua fortuna in Italia.La mostra è il frutto meditato di ricerche pluriennali che hanno contemporaneamente condotto alla pubblicazione dell’inventario generale delle stampe di Dürer conservate nella cospicua collezione fiorentina .180 opere fra stampe e disegni saranno visibili al pubblico; i preziosi fogli, esposti secondo un ordine tematico,intendono documentare sia la notevole qualità della raccolta, sia la vasta ricezione che le stampe di Dürer hanno conosciuto in Italia.Fra le stampe del maestro tedesco esposte a Firenze, si segnala la prima edizione della Porta dell’Onore di Massimiliano I, la grande xilografia in 192 blocchi separati, che misura complessivamente quasi sei metri quadrati; un’opera grandiosa e fondamentale che, dopo oltre trentacinque anni, viene nuovamente esposta al pubblico, questa volta insieme alla sua legenda originaria scritta da Johannes Stabius, storiografo e poeta della corte imperiale a Vienna.Vi sono esposti anche alcuni dei più celebri fogli sciolti incisi da Dürer come il Mostro marino, il Sant’Eustachio, la Nemesis, il Cavaliere, la Morte e il Diavolo, ecc., così come tutte le serie riunite in volume quali: la Piccola Passione su rame, e le xilografie dell’Apocalisse, della Grande e Piccola Passione, della Vita della Vergine.Oltre a illustrare al visitatore la vastità e la completezza del fondo di stampe di Dürer possedute dal Gabinetto Disegni e Stampe degli Uffizi, la mostra intende far comprendere come Dürer, per tutto il XVI secolo e particolarmente durante il periodo della Controriforma, abbia rappresentato un ineludibile e costante punto di riferimento nella formazione di alcuni importanti artisti italiani, che erano soliti, in gioventù, condurre dalle sue famosissime stampe repliche assai fedeli.

lunedì 23 aprile 2007

MOSTRA DEL GIOIELLO EFFIMERO


Ieri siamo stati a Corciano(Pg) e ci siamo imbattuti, casualmente, in una mostra dedicata al "gioiello effimero" presso la Chiesa Museo S. Francesco. Sono esposte "opere d'arte" che costituiscono una vera e propria sfida allaconvenzione, mettendo palesemente in discussione il tradizionale concetto di prezioso.Tutti gli artisti presenti non rifiutano i metalli nobili ma per gran parte li utilizzano con discrezione e quasi mai da soli.Oro, argento, pietre, smalti ma anche con bottoni, monete, pezzi di stoffa, ferro, rame, acciaio, ottone, vetro, cemento, pelle, carta pesta, silicone, fibre tessili, plastica, porcellana, legno, materiali organici (vedi melograni e pomodori), sono i materiali con cui sono realizzati gli oggetti esposti. Il risultato, qualunque sia la materia utilizzata, è un’estetica ricercata, elaborata con tecniche d'avanguardia, un gioiello senza “restrizioni”, libero di esistere come tale al di là della tradizione, del materiale prezioso.

mercoledì 18 aprile 2007

PIERO DELLA FRANCESCA E LE CORTI ITALIANE


Il 31 di Marzo è iniziata ad Arezzo, presso il Museo di Arte Medioevale e Moderna, una mostra dedicata a Piero della Francesca, che durerà fino al 22 di Luglio. E' una rassegna che coinvolge anche due comuni della Val Tiberina (Sansepolcro e Monterchi). I capolavori di Piero della Francesca che si potevano spostare ci sono tutti, dalla Madonna di Senigaglia a quella della Fondazione Cini, dalla Madonna col bambino (considerata perduta per 50 anni) al dittico degli Uffizi che per la prima volta lascia il museo fiorentino.Si tratta di ”una mostra insolita” che riesce a mettere insieme tre aspetti fondamentali del pittore quattrocentesco: il legame con il territorio, la presenza nelle corti italiane e la passione matematica e geometrica tradotta magistralmente nelle invenzioni prospettiche dei suoi dipinti. Il nucleo della mostra che espone circa 90 opere (sei di Piero affiancate da tavole di Veneziano, Lippi, Jacopo Bellini, ecc.) si incentra dunque nella patria di Piero per aprirsi a 360 gradi come una rosa dei venti verso Ferrara, Rimini, Perugia, Firenze, Ancona, Roma, dove il pittore portò la sua arte rivoluzionaria.Piero Della Francesca e’ l’ artefice dell’unita’ pittorica italiana” in quanto nel suo girovagare da una corte all’altra riuscì ad armonizzare le tendenze dell’arte fiorite tra il nord e Firenze. Ma è inevitabile che i colori e i ritmi delle terre di Arezzo che rivivono nelle opere del maestro possono essere pienamente comprese solo visitando i luoghi da cui hanno avuto origine.

lunedì 12 marzo 2007

Il Simbolismo rivive a Ferrara

Palazzo dei Diamanti dedica un'importante retrospettiva al Simbolismo. Fino al 20 Maggio, infatti, un centinaio di capolavori provenienti dalle più prestigiose raccolte pubbliche e private di tutto il mondo offriranno al pubblico del nostro paese l’opportunità di rileggere e approfondire la conoscenza di questo affascinante capitolo della storia dell’arte europea.
La mostra, organizzata da Ferrara Arte, è curata da Geneviève Lacambre, conservatrice del Musée d'Orsay di Parigi. Le opere, disposte in ordine cronologico- didattico, ripercorrono i momenti salienti di quella eccezionale stagione artistica, facendola rivivere attraverso alcuni dei suoi temi più ricorrenti: la vita e la morte, lo scorrere del tempo, il sogno e la riflessione, il mistero e i grandi miti.
La prima sezione della mostra è dedicata ai "precursori" del movimento, quegli artisti visionari che, poco dopo la metà dell'Ottocento, anticiparono la sensibilità simbolista creando opere gremite di simboli e raffinate allegorie. Convinti che la pittura non dovesse limitarsi a fornire una trascrizione della realtà e della natura, essi recuperarono la lezione dei maestri del passato e scelsero di indagare le dimensioni dell'interiorità, dell'immaginazione e del sogno. Tra loro spiccano: Moreau, Puvis de Chavannes, Böcklin, Rossetti, Burne-Jones e Rops.
La seconda sezione della mostra presenta i più importanti protagonisti di questa stagione, tra cui: Redon, Gauguin, i Nabis, gli artisti della Rosacroce, tra cui Khnopff e Delville, gli animatori delle esposizioni del Groupe des XX e quelli della Libre Esthétique a Bruxelles, che ospitarono anche Rodin, Klinger e Beardsley, e, infine, i tedeschi Thoma e Von Stuck, gli artisti dell'Europa dell'est e Munch. La parte conclusiva della mostra illustra il perdurare dell'estetica simbolista oltre la soglia del Novecento. Accanto ad alcuni celebri maestri italiani, come Previati, Segantini e Pellizza da Volpedo, in questa sezione sono presenti Kupka e Mondrian, con opere del loro primo periodo simbolista, Munch, con due capolavori della maturità e, infine, gli artisti gravitanti nell'ambiente della Secessione viennese. Fra questi, List, Hodler e Klimt.

martedì 30 gennaio 2007

Benigni canta l’amore di Paolo e Francesca… a casa sua!



Sabato sera siamo stati a vedere Roberto Benigni al Centro Affari, eravamo in quattro mila, è stato uno “spettacolo” nel vero senso del termine!
Benigni ritorna nella sua terra d’origine per “cantare” l’amore di Paolo e Francesca e la sua “Lectura Dantis” ha un non so che di speciale.
Il prologo è stato dedicato interamente all’attualità, ha detto di Berlusconi: ‘si crede Gesù ma non trova un erede’ e di Romano Prodi: ‘Romano una spia del Kgb? Come dire che Luxuria è una spia del Vaticano’. Benigni passa dall’invettiva tagliente al ricordo di fatti che hanno segnato la storia dell’umanità, stigmatizza l'atto di vandalismo a sfondo antisemita che si e' verificato proprio ad Arezzo e critica il negazionismo: 'Come si fa a negare tutto cio' che sappiamo e abbiamo visto, e' come negare che c'e' il sole'. Poi comincia l'interpretazione del quinto canto dell'Inferno, quello in cui Dante incontra i due amanti infelici. Ricorda brevemente la loro storia, il loro innamoramento impossibile, lei, moglie del fratello di Paolo, fratello che Benigni descrive come bruttissimo: 'A quei tempi si faceva cosi', le famiglie stipulavano un contratto di matrimonio. In quel caso fu come se oggi ti portassero un contratto di matrimonio con George Clooney e poi tu ti ritrovassi a letto con Bruno Vespa'. Roberto Benigni legge il canto, che contiene alcuni dei passi piu' celebri e conosciuti di tutta la Divina Commedia, con grandissima commozione, immedesimandosi quasi fino al pianto nel poeta che ascolta le pene d'amore di Francesca. Lo spettacolo è durato più di due ore e Benigni non si è fermato un attimo… Una vera forza della natura. Poi lunghissimi applausi.

domenica 28 gennaio 2007

CÉZANNE A FIRENZE

Mostra a Palazzo Strozzi

E' stata presentata la grande mostra fiorentina in programma dal 2 Marzo al 29 Luglio e ospitata a Palazzo Strozzi, dedicata al celebre pittore impressionista. Il perché di una mostra di Paul Cézanne a Firenze è subito spiegato. Il tutto parte dalla lungimiranza di due giovani collezionisti nati in America, Egisto Paolo Fabbri e Charles Alexander Loeser, i quali tra la fine dell’Ottocento e i primi del Novecento acquistarono e poi raccolsero nelle loro dimore fiorentine circa 50 tra le più importanti opere del maestro di Aix, contribuendo non poco all’affermazione di un genio, oggi riconosciuto e venerato come ‘padre della pittura moderna’. L'esposizione di Firenze però si dimostra diversa dalle altre, è frutto di studi e ricerche durati ben dieci anni che hanno portato alla scoperta di documenti, lettere, dipinti fino ad ora sconosciuti. Altro motivo di interesse è il ricordo della Prima Mostra Italiana dell'Impressionismo che si tenne nel 1910 all'interno delle sale del Lyceum di Firenze, con una presenza significativa delle opere di Cézanne. In mostra saranno presenti circa cento opere, dipinti e sculture di artisti del tempo come Medardo Rosso, Libero Andreotti, gli impressionisti americani, Degas, Pissarro, Van Gogh, ma chiaramente l'artista principale sarà Cézanne, con 22 opere in crescita perchè molti musei stranieri non hanno ancora risposto all'invito in maniera definitiva. Per il momento piacevoli conferme come quella della presenza del dipinto "La casa sulla Marna" proveniente dalla Casa Bianca, "La signora Cèzanne sulla poltrona rossa", "Frutteto" e "Le Bagnanti". L’esposizione riunirà per la prima volta le opere più notevoli delle raccolte Fabbri e Loeser, che erano state smembrate negli anni tra le due guerre mondiali. La mostra racconterà anche le vicende che portarono alla costituzione delle due raccolte e illustrerà l’ambiente artistico e intellettuale fiorentino dell’epoca, costituito da artisti del calibro di Bernard Berenson, Vernon Lee, Edith Wharton e tanti altri.